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Ebook: La riabilitazione – Estratto dal capitolo: Disprezzo e oppressione della donna

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Ebook: La riabilitazione - Estratto dal capitolo: Disprezzo e oppressione della donna
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Informazioni sul prodotto

La riabilitazione del Cristo-Dio. Estratto dal capitolo: “La tradizione della chiesa – disprezzo e oppressione della donna”.

Gesù di Nazareth non fece mai differenze tra uomini e donne, non rifiutò e non condannò mai alcuna donna; al Suo seguito non c’erano soltanto apostoli e discepoli, ma anche molte discepole che Lo seguivano fedelmente. Invece le istituzioni ecclesiastiche, per secoli, hanno disprezzato, umiliato, oppresso, sfruttato, oltraggiato e ucciso le donne, abusando del nome del Cristo-Dio.

Un estratto dal libretto:

Gesù di Nazareth non era circondato soltanto da discepoli, ma anche da discepole che Lo seguivano con serietà e coe-renza. Come si spiegherebbe, altrimenti, che furono soprattutto le donne a restare fedeli a Gesù fino alla Sua morte in croce sul Golgota? Perché non c’erano gli Apostoli considerati tanto “forti” sotto la croce? E neppure  Pietro era sotto la croce; per lui il gallo aveva già cantato, perché aveva negato già tre volte di conoscere Gesù di Nazareth.
Non è forse significativo il fatto che Pietro avesse negato di conoscere Gesù di Nazareth e che non abbia poi creduto alle donne che annunciavano la Sua resurrezione? E chi si considera come diretto successore di Pietro e siede ancor oggi sulla “cattedra di Pietro“?
In ogni caso, non è mai stata tramandata una sola parola di Gesù di Nazareth che possa giustificare la repressione della donna o la sua esclusione da compiti di qualsiasi tipo.
Nel Cristianesimo Originario le donne erano presenti in gran numero e avevano compiti di diverso tipo: erano al servizio degli altri come guaritrici secondo il Cristianesimo Originario, operavano come apostole e, quali profetesse, trasmettevano la Parola di Dio nelle Comunità del primo cristianesimo. Tuttavia le donne non poterono svolgere a lungo i compiti che avevano ai tempi di Gesù di Nazareth e nelle Comunità Originarie. Nel corso del primo secolo e nei primi anni del secondo, le Comunità libere di fratelli e sorelle, in cui ognuno aspirava a Dio nel proprio interiore, si trasformarono sempre più in una religione esteriore con riti e cerimonie, che riprendeva in molti aspetti le tradizioni romane. La comunità caratterizzata da libertà e fratellanza, dove uomini e donne avevano pari diritti, divenne – come era costume nell’Impero Romano di allora – una gerarchia patriarcale con a capo il papa di Roma quale monarca assoluto, fino ad oggi in carica.
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